Intervista a me

Salve a tutti. Oggi, ho pensato di fare un piccolo aggiornamento per quel che riguarda la mia vita in generale da proporre su questo sito. Come potrebbe far intuire il titolo proporrò la cosa sotto forma di intervista. Enjoy!

 

I: Petruzzino, lei come disegnatore ha delle ottime capacità. Ci può dire, anche in breve, dove trova le sue ispirazioni attualmete?

D: bè, ci sono molte cose che mi inspirano, anche se ultimamente diventa sempre più difficile. Però poco tempo fa, mentre rivedevo il film 300, sono stato colto come da un fulmine. Un’immagine in movimento che passava sullo schermo e ZAC! Proprio ieri ho caricato il bozzetto che ho fatto in pochi minuti e in questi giorni sto lavorando alla versione finale. Presto inserirò l’immagine dell’opera finita.

I: quindi l’ispirazione arriva così, all’improvviso, quando meno te lo aspetti?

D: direi proprio di si. Non è una cosa che si può programmare prima. E soprattutto non decidi tu quanto dura. Può durare dei mesi o anche solo pochi minuti. La cosa che conta è cercare di far fruttare al massimo quei momenti che per un artista hanno il valore dell’oro.

I: questi momenti di ispirazione incidono sulla qualità del lavoro?

D: per quello che mi riguarda si. Avverto una differenza abissale. Ci sono dei momenti in cui in pochi minuti riesco a creare qualcosa di veramente interessante e che può diventare un ottimo lavoro e momenti che quasi non ricordo come si tiene in mano una matita…

I: non le sembra di esagerare un pochino?

D: no. Quando non ho voglia di disegnare o dipingere, è meglio lasciar perdere e fare altro.

I: c’è una tecnica che predilige?

D: ultimamente lavoro molto con la semplice grafite in quanto è una tecnica veloce e che posso utilizzare praticamente ovunque. Basta una matita e un foglio di carta. Pittoricamente invece, tutti gli ultimi lavori che ho realizzato sono ad acrilico, semplicemente perchè è una tecnica veloce e, dato il poco tempo che ho da dedicargli, è l’ideale. Lavoro anche con la tavoletta grafica e programmi come photoshop perchè danno una libertà incredibile.

 I: in genere quanto tempo impiega per realizzare un quadro?

D: dipende. Per il bozzetto anche pochi minuti. Per i quadri “vecchio stile” da pochi giorni a alcune settimane. Per i ritratti digitali invece il discorso fila molto più rapidamente.

I: accennava alla libertà che da la tavoletta grafica; di cosa si tratta?

D: la tavoletta grafica permette di tornare sul proprio lavoro infinite volte. Aggiustare le  cose che non vanno rapidamente alzando un occhio, curvando un sopracciglio, aprendo o chiudento una bocca. Il supporto non risente minimamente dell’usura che può essere provocata da troppi passaggi del pennello o della penna grafica in questo caso. In corso d’opera posso salvare i progressi che mi piacciono o annullare quelli che non vanno bene.

I: non pensa però che la tavoletta grafica allontani l’artista da quello che è il suo vero “spirito”?

D: in parte. La sensazione che si prova è differente. Se penso all’atmosfera che si crea quando lavoro con materiali che posso toccare, dei quali posso sentire l’odore, che possono macchiare i vestiti. Diciamo che è una visione più romantica dell’artista. Ma devo anche dire che il lavoro con il Mac, o con il PC, porta a risultati che possono essere sbalorditivi che regalano grandi soddisfazioni. Vedere per credere… 

I: una volta che termina un lavoro digitale, rimane solo un file o può prendere corpo come un quadro vero?

D: il lavoro digitale non è terminato quando si salva il file per l’ultima volta; o almeno non sempre. Quando si raggiunge il risultato desiderato si passa alla fase della stampa. E quest’ultima puà essere fatta su diversi supporti. Si può stampare anche su tela e poi essere montata su un telaio in legno.

I:  ma non rimane però più freddo?

D: questo è indubbio. Su una tela “digitale” non si avverte il lavoro dell’artista, anche se c’è stato proprio come su una tela normale. La tela normale, oltre alla vista, può – attraverso il tatto – trasmettere tutta una serie di emozioni e sensazioni. Anche solo guardandola, una pennellata materica, dalla quale traspaiono i solchi nel colore – se ben dati – contribuisce moltissimo a dare un senso all’opera stessa.

I: insomma cosa preferisce?

D: questa è una bella domanda. La mia preferenza va ai cari e vecchi pennelli sporchi e alla tavolozza incrostata.

I: come ultima domanda, cosa consiglia a chi si avvicina a questo mondo? magari ad uno studente.

D: non sono bravo a dare consigli…posso però dire che vedere un proprio lavoro finito è una sensazione unica. Anche se quel quadro non sarà mai esposto, non diventerà mai famoso e non ci sarà nessuno che lo vorrà comprare. Purtroppo in molti casi gli artisti campano di gloria e non guadagnano mai abbastanza. Bisogna riuscire a far arte con qualsiasi cosa. Forse in tal senso il digitale aiuta e anche parecchio. Farsi un portfolio ampio è fondamentale e soprattutto fontamentale è esercitarsi sempre per non perdere la mano e imparare nuove tecniche, nuovi stili e consolidare ciò che già sappiamo.

 

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